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21 Lug

5 piante che richiedono poca acqua

Nel post precedente abbiamo parlato di come poter gestire le nostre piante ed il nostro giardino stando particolarmente attenti a non sprecare risorse idriche.
Abbiamo anche visto che in questa ottica la scelta delle piante che richiedono poca acqua è chiaramente un punto importante. Ci sono tantissime piante e fiori che puoi prendere in considerazione, noi ne abbiamo scelte 5 di cui parlarti.

 

Punica granatum (melograno)

Nonostante le sue origini asiatiche, il Melograno è una delle piante da frutto coltivata da più tempo nell’area mediterranea. E’ un grosso arbusto, che produce numerosi polloni basali, generalmente in coltivazione si sceglie il fusto centrale e si asportano i polloni, in modo da permettere lo sviluppo di un piccolo albero. In primavera produce piccoli fiori bellissimi di colore rosso, racchiusi in boccioli, anch’essi di colore rosso vivo. Ai fiori seguono grosse bacche, dette balauste, di colore giallo arancio o rosso. I semi del melograno si consumano crudi o se ne ottiene il succo, ed hanno sapore vario a seconda della varietà della pianta, possono essere molto acidi, semidolci o dolcissimi.

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Coltivazione

Il Melograno è una pianta che non necessita di particolari cure; trova il suo posto in pieno sole, o comunque nella zona più soleggiata del giardino. Non va bene tenerlo all’ombra, perché ne favorisce l’attacco da parte di parassiti e funghi. Non necessita di particolare terreno, ma ben drenato; è una pianta molto tenace si trova quindi a suo agio anche in terreni compatti o sassosi. Non ama gli eccessi di precipitazioni, ed è sicuramente più adatta per un clima mediterraneo, con estati molto calde ed asciutte e inverni miti, anche se in zone con scarse precipitazioni invernali può sopportare senza problemi anche le gelate persistenti.

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Hemerocallis

Dal greco “bellezza di un giorno”, è questo il significato del nome hemerocallis e lo deve soprattutto alle forme ed ai colori straordinari dei loro fiori.
Le piante di Emerocallide sono erbacee perenni, con radice tuberosa, originarie dell’Asia e dell’Europa; una larga corona carnosa, dalla quale spuntano numerosissime foglie nastriformi, simili a grossi steli di erba, lunghe 40-70 cm, che costituiscono ampi cespi. Da giugno fino ai freddi autunnali tra le foglie si sviluppano alcuni fusti eretti, carnosi, rigidi, alti 70-100 cm, che portano numerosissimi boccioli, che sbocciano in successione. Ogni singolo fiore dura soltanto un giorno, ma ogni pianta produce numerosi steli floreali, ognuno dei quali porta tantissimi fiori dai colori più disparati, quindi la fioritura delle hemerocallis dura settimane. I fiori dell’emerocallide hanno una forma a imbuto, che li rende molto simili ai gigli, con una straordinaria varietà di petali.
Altrettanto vari sono i colori dei fiori: dal bianco al rosa, dall’arancio al marrone, dal giallo al rosso granato.
L’hemerocallis è una pianta erbacea perenne costituita da un rizoma da cui si dipartono le radici e le lunghe foglie. Il rizoma immagazzina risorse a sufficienza, che permettono alla pianta di resistere anche a lunghi periodi di siccità. Le foglie verdi possono essere persistenti o semipersistenti a seconda della varietà.

Coltivazione

Amano la luce soprattutto il sole diretto ma si adattano anche alle posizioni più ombreggiate purchè siano garantite almeno 5-6 ore al giorno di pieno sole. L’esposizione in ogni caso è anche in funzione del colore del fiore. Infatti come regola generale possiamo dire che le piante che formano fiori di colore pastello chiaro, hanno necessità di una maggiore esposizione alla luce solare diretta, mentre fiori di colore rosso vivo o viola stanno meglio se nelle ore più calde della giornata non ricevono la luce diretta del sole.
L’innaffiatura che richiedono è minima, infatti per le Hemerocallis la cosa importante è che durante il periodo attivo di crescita in primavera/estate il terreno rimanga sempre umido. E’ preferibile fare una abbondante annaffiatura la mattina presto, che tante scarse annaffiature.
Durante i periodi autunno/inverno, le annaffiature devono essere ridotte giusto il tanto da non fare asciugare il terriccio.

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Sempervivum

I sempervivum sono piante succulente, sempreverdi, diffuse in gran parte del bacino mediterraneo. Appartengono alle crassulacee e il genere sempervivum conta poche decine di specie che variano molto il loro aspetto fisico in base alle caratteristiche del luogo in cui vivono. Oltre a questo si ibridano con grande facilità, anche in natura, quindi esistono decine di differenti varietà.
I sempervivum producono fitte rosette di foglie carnose di colore vario, dal verde chiaro al rosso porpora, le dimensioni delle rosette vanno dai due ai venti centimetri, a seconda della specie e del luogo in cui vive.
I sempervivum si sviluppano in condizioni proibitive per altre piante, sia per la mancanza di acqua, sia per il freddo invernale. Molte specie infatti sono originarie delle montagne alpine, dove si sviluppano tra le rocce.

Coltivazione

Queste piante necessitano di una posizione ben soleggiata, se poste a mezz’ombra possono svilupparsi, ma non amano l’ombra completa.
Prediligono terreni molto ben drenati, e completamente privi di ristagni idrici; in effetti si tratta di piante particolarmente adatte ai giardini rocciosi, in quanto sono in grado di svilupparsi anche con quantità minime di substrato, tra i sassi.
Messe a dimora non richiedono particolari cure ne tantomeno di innaffiature, e tendono a naturalizzarsi in giardino.
Non temono il freddo e il gelo, e possono venire coltivate all’aperto per tutto l’arco dell’anno. Chiaro che se piantate in vaso con un buon terriccio ricco, annaffiate sporadicamente, le rosette tendono a divenire più carnose e rigogliose, ed a produrre fiori più vistosi. Evitiamo però di eccedere, perché annaffiature e concimazioni regolari alla lunga portano le piante a svilupparsi eccessivamente ed a divenire preda di parassiti e malattie.

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Oleandro (Nerium oleander)

Provenienti dal mediterraneo, gli oleandri appartengono ad un genere di arbusti sempreverdi, coltivati soprattutto per la fioritura e per il fogliame.
L’oleandro è diffuso in tutta Italia in coltivazione, nelle zone meridionali è presente anche allo stato naturale; pianta ben nota agli appassionati di giardino e non, l’oleandro è un arbusto vigoroso sempreverde, che produce per tutta la bella stagione bellissimi fiori profumati, riuniti in racemi all’apice dei rami flessibili. I fiori sono di colore tipicamente rosa, ma esistono numerose varietà ibride, con fiori rossi o bianchi, talvolta variegati, talvolta doppi o stradoppi.
E’ una pianta legnosa e cespuglioso che può andare dai 2 ai 6 metri di altezza. Le foglie in condizioni climatiche ideali sono persistenti. Ai fiori in autunno seguono i frutti, lunghe capsule legnose, che contengono i piccoli semi fertili, dotati di propaggini piumose. Il fogliame dell’oleandro è di forma ovale, allungata, di colore verde scuro; la pagina fogliare è ruvida e cerosa, non lucida e leggermente coriacea.

Coltivazione

L’oleandro è un arbusto adatto ad essere coltivato in zone con clima invernale mite, temono quindi il gelo intenso e prolungato, che può rovinare l’estremità dei rami, anche se difficilmente una gelata estemporanea rovina irreparabilmente la pianta, che in genere si riprende senza problemi dopo una semplice potatura, in primavera. Generalmente nelle zone a clima invernale molto rigido gli oleandri vengono coltivati in vaso, in modo da poterli spostare al riparo in caso di gelo o neve;

Non necessita di un terreno particolarmente ricco, prediligendo substrati poveri e molto ben drenati, gli eccessi di umidità possono promuovere lo sviluppo di muffe o funghi dannosi; in generale gli oleandri sopportano senza problemi la siccità, ma per avere una pianta vigorosa e una fioritura per tutta la bella stagione, è conveniente annaffiare la pianta quando il terreno è ben asciutto, quindi annaffiature abbondanti ma sporadiche.

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Lagerstroemia indica

Originario dell’Asia è un arbusto o piccolo albero a foglia caduca che può raggiungere i 7-10 metri di altezza. Il fusto è eretto e sottile, spesso la pianta sviluppa più tronchi paralleli. La corteccia è chiara, liscia, generalmente tende a sfogliarsi con l’età, mentre la chioma è tondeggiante, allargata, non molto densa. Le foglie sono ovali, allungate, di colore verde scuro. In estate all’apice dei rami le Lagerstroemia indica producono lunghe pannocchie di fiori di colore bianco, rosato o lilla. Questi piccoli alberi sono molto diffusi nei giardini. Durante l’inverno la pianta si spoglia completamente ed è una tra le ultime piante a germogliare in primavera. Le specie di lagestroemia sono circa ottanta, ne esistono anche di molto più imponenti.

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Coltivazione

Preferisce i luoghi soleggiati, o a mezz’ombra; questo albero non teme il freddo e sopporta senza alcun problema il caldo estivo e l’inquinamento ambientale. Sono comunque piante poco esigenti e difficilmente si ammaleranno. Una bella esposizione luminosa favorirà una abbondante fioritura e dei bei colori autunnali del fogliame.

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