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29 Mar

Peschi & Amelanchier

Interessante articolo preso da http://www.biogiardino.it/2014/05/coltivare-amelanchier-metodo-biodinamico/

PESCO

Gli alberi di  pesco appartengono alla famiglia delle Rosacee, al genere Prunus e sono delle drupacee.
Gli alberi di  pesco si differenziano in due categorie facilmente distinguibili dai loro frutti.
Infatti gli alberi di pesco che hanno nome scientifico Prunus persica L producono pesche con la buccia  provvista  di una leggera lanugine che però scompare alla maturazione del frutto mentre gli alberi di  pesco dal nome scientifico Persica laevis DC hanno pesche con la buccia completamente liscia chiamate pesche noce o nettarine.
Queste piante appartengono   a una specie caducifoglia che entra in riposo vegetativo durante l’inverno. Hanno dimensioni contenute  infatti possono raggiungere un’altezza massima di   8 metri ma le medie sono di 4-6 metri.
Il tronco è dritto  con corteccia grigia rossastra che tende con il tempo a scurirsi.
Anche i rami, rossastri in gioventù, tendono con il tempo a  diventare più scuri.
Le gemme del pesco sono di due tipi e vengono chiamate gemme a legno e gemme a fiore.
Le gemme a fiore hanno una forma più tondeggiante di quelle a legno e in genere si trovano sui rami di un anno.
Gli alberi di pesco hanno un apparato radicale esteso superficialmente quindi occorre non lavorare in profondità il terreno nelle loro vicinanze.
Le radici dei peschi hanno la particolarità di emettere delle tossine che servono per tenere lontane le radici delle altre piante.
Ecco perché non è consigliabile piantare un albero di pesco dove già vi era una pianta della stessa specie.
Le foglie degli alberi di pesco sono lanceolate, lunghe circa 15-20 cm, di colore verde chiaro,  con venature ben accentuate e con bordo seghettato.
Gli alberi di pesco fioriscono all’inizio della primavera, in marzo primi di aprile e la fioritura può essere danneggiata da gelate primaverili tardive.
I fiori che possono essere isolati o riuniti in mazzetti di 3-4 a seconda della varietà, spuntano prima delle foglie.
Anche la forma del fiore si differenzia a seconda delle cultivar.
Infatti abbiamo varietà che portano fiori con 5 petali grandi, ben aperti e di colore rosa chiaro, mentre in altre cultivar i petali sono piccoli il fiore è campanulato e di  un colore rosa intenso.
Se l’interno del fiore è bianco il frutto che ne deriverà sarà a polpa bianca mentre invece se è di un colore rosa intenso la polpa sarà gialla.
La maggior parte delle varietà è autofertile quindi non necessita di varietà impollinatrici tuttavia alcune varietà sono sterili e abbisognano di un’altra varietà per l’impollinazione.
E’ questo il caso della cultivar J.H. Hale.
L’ impollinazione avviene tramite gli insetti pronubi api e bombi.

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AMELANCHIER

Con il nome “amelanchier” si fa riferimento a diversi arbusti e laberelli appartenenti alla famiglia botanica delle Rosacee; sono specie tra loro difficilmente riconoscibili e per questo molto spesso confuse.
Allo stato naturale Amelanchier ovalis, conosciuto come perastro spontaneo, produce frutti commestibili ma insipidi.
La specie di maggiore interesse dal punto di vista ornamentale-alimentare è Amelanchier canadensis per la sua spettacolare fioritura primaverile e l’abbondante produzione di frutticini commestibili.
L’amelanchier è un arbusto spogliante, che perde cioè le foglie in autunno, che presenta più tronchi che si originano dal terreno, volendo però può anche essere allevato dal alberello allevando la pianta con un solo fusto ed eliminando gli altri che man mano si formano.Si mantiene di solito sui 2-3 metri di altezza, ma se lasciato crescere liberamente può raggiungere anche un’altezza di 4-5 metri.
I fiori, costituiti da 5 petali e di 2-3 cm di diametro, sono riuniti in infiorescenze a grappolo e compaiono in primavera sui rami ancora quasi spogli trasformando la pianta in una sorta di “nuvola” bianca.
Al momento della fioritura le foglie sono appena formate e ancora non ben dischiuse.
Inizialmente sono di colore rosso-bronzato e hanno una sottile peluria sulla pagina inferiore.
Che successivamente scompare e assumono poi un colore verde più o meno chiaro.
Le foglie adulte (5-10 cm) sono verdi sopra e bianche nella pagina inferiore, seghettate e di forma ovale.
In autunno poi, prima di cadere, assumono un bel colore giallo oro-rosso a seconda delle condizioni climatiche autunnali.
Dai fiori si sviluppano i frutticini di circa 1 cm di diametro, dapprima verdi, poi rosa e infine viola-nerastro a maturità.
E’ un albero che resiste a temperature molto al di sotto dello zero (- 25° C) rendendo la sua coltivazione possibile quasi ovunque.
In giardino, va collocato in pieno sole, dove può fruttificare abbondantemente; si adatta comunque all’ombra parziale ma in questa posizione è meno produttivo. Predilige terreni con Ph neutro o subacido (6,5) ma qualsiasi suolo con sostanza organica può andar bene purché non ci siano ristagni d’acqua.
Subito dopo la messa a dimora è consigliabile predisporre attorno alla pianta uno strato di pacciamatura dello spessore di 10 cm costituita da sostanza organica tipo paglia, foglie o terriccio; in questo modo il terreno si manterrà umido più a lungo e di limiterà la crescita di erbe infestanti.
La pianta adulta di Amelanchier sopporta discretamente la siccità purchè non prolungata.
L’irrigazione però, se possibile, aiuta una maggiore produzione di frutti ed è indispensabile nei primi 2-3 anni di vita dalla messa a dimora, dopo questo periodo entra in produzione.
Non richiede alcun tipo di concimazione soprattutto se il terreno è ricco di sostanza organica.
In genere non viene nemmeno colpita da avversità e non ha bisogno di interventi antiparassitari.
Il periodo della raccolta dura un paio di settimane con frutti più maturi e altri meno sullo stesso grappolo.
Il prelievo va quindi fatto manualmente cogliendo i frutti uno ad uno: a seconda dei gusti si raccolgono maturi o meno.

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